No, non parlo del simpatico turco del bellissimo film Mediterraneo ma parlo di Zeman e degli interisti.
Da www.gazzetta.it:
"Il tecnico boemo, per sua stessa ammissione "un po' fuori dal calcio", ha ricevuto nella sala Caduti di Nassirya del Senato, dall'Associazione cuori Neroazzurri, il premio per l'etica sportiva, ospitato dall'Inter Club di Palazzo Madama."
Fantastico il premio per "l'etica sportiva", oramai siamo al delirio puro, gli intercettatori petrolieri si autocelebrano come etici e sportivi, si attribuiscono il diritto di premiare terze persone e in più premiano l'allenatore protetto da Andreotti e la sua ghenga di Carrari vari.
L'ennesima ciliegina sulla torta del sodalizio inter-roma, con i primi che raccattano giocatori dei secondi, tenendoli economicamente in vita e lasciando loro qualche coppa Italia di consolazione e ora qualche premio al loro allenatore simbolo che non esita ad affrettarsi a raccattare qualche briciola lasciata anche per lui, si sa il cane non morde mai la mano del padrone.
Com'è vero che chi si somiglia si piglia. Zdenek grande cuore giallorossonerazzurro.
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mercoledì, dicembre 03, 2008
giovedì, novembre 27, 2008
Il caso Giovinco
Mi sembra un falso problema e comincia a diventare stucchevole.
Fermo restando tutte le perplessità sul negargli qualche minuto in più di gioco, non capisco il sorgere di tanto battage mediatico e non sul poco utilizzo di questo ragazzino.
Per essere forte, è forte, credo siamo tutti d'accordo. Credo anche che siamo tutti d'accordo sul fatto che non sia Maradona, altrimenti avrebbe fatto sfaceli ad Empoli e soprattutto in nazionale, dove invece mi sembra abbia arrancato.
La conclusione logica è che nonostante sia un ottimo elemento, debba maturare ancora.
Come matura un giocatore? Lavorando sodo, lavorando affianco a grandi campioni, quegli stessi campioni che gli sbarrano la strada. Fare i primi ad Empoli è, con tutto il rispetto per l'Empoli, facile, fare i primi alla Juventus è un tantinello più complicato. Ed è qua che si vede anche la tempra del campione in erba, si vede nella capacità di resistere, di lavorare, di sopportare e di aspettare il proprio momento che, se si è forti, verrà.
Ricordo che da Capello, allenatore da me mai amato, veniva messo in panchina un tale Del Piero Alessandro, giocatore che non era nè in erba, nè che doveva dimostrare qualcosa. Pero' questo giocatore ha aspettato, è rimasto alla Juve, e, com'era giusto che fosse, s'è ripreso il suo posto, indiscusso, da titolare.
Se dunque ha pazientato Del Piero, di grazia, perchè non dovrebbe pazientare Giovinco?
Io ritengo sia un grande campione cha abbiamo in squadra, una gemma che va senz'altro ben gestita, credo pero' che i grandi campioni si vedano anche dalla mentalità e, tanto per restare nel passato recente, con Miccoli ne abbiamo avuto la conferma.
Ergo per me non è che ci siano tante soluzioni: o Giovinco accetta di stare alla Juventus F.C., la squadra più prestigiosa al mondo con il Real Madrid, porta pazienza e impara a lavorare bene e in silenzio, o a mio parere è inutile anche mandarlo in prestito, lo si ceda a titolo definitivo e si incassi che giovani di talento disposti a lavorare con umiltà e spirito di sacrificio, prima o poi si trovano.
Fermo restando tutte le perplessità sul negargli qualche minuto in più di gioco, non capisco il sorgere di tanto battage mediatico e non sul poco utilizzo di questo ragazzino.
Per essere forte, è forte, credo siamo tutti d'accordo. Credo anche che siamo tutti d'accordo sul fatto che non sia Maradona, altrimenti avrebbe fatto sfaceli ad Empoli e soprattutto in nazionale, dove invece mi sembra abbia arrancato.
La conclusione logica è che nonostante sia un ottimo elemento, debba maturare ancora.
Come matura un giocatore? Lavorando sodo, lavorando affianco a grandi campioni, quegli stessi campioni che gli sbarrano la strada. Fare i primi ad Empoli è, con tutto il rispetto per l'Empoli, facile, fare i primi alla Juventus è un tantinello più complicato. Ed è qua che si vede anche la tempra del campione in erba, si vede nella capacità di resistere, di lavorare, di sopportare e di aspettare il proprio momento che, se si è forti, verrà.
Ricordo che da Capello, allenatore da me mai amato, veniva messo in panchina un tale Del Piero Alessandro, giocatore che non era nè in erba, nè che doveva dimostrare qualcosa. Pero' questo giocatore ha aspettato, è rimasto alla Juve, e, com'era giusto che fosse, s'è ripreso il suo posto, indiscusso, da titolare.
Se dunque ha pazientato Del Piero, di grazia, perchè non dovrebbe pazientare Giovinco?
Io ritengo sia un grande campione cha abbiamo in squadra, una gemma che va senz'altro ben gestita, credo pero' che i grandi campioni si vedano anche dalla mentalità e, tanto per restare nel passato recente, con Miccoli ne abbiamo avuto la conferma.
Ergo per me non è che ci siano tante soluzioni: o Giovinco accetta di stare alla Juventus F.C., la squadra più prestigiosa al mondo con il Real Madrid, porta pazienza e impara a lavorare bene e in silenzio, o a mio parere è inutile anche mandarlo in prestito, lo si ceda a titolo definitivo e si incassi che giovani di talento disposti a lavorare con umiltà e spirito di sacrificio, prima o poi si trovano.
sabato, novembre 15, 2008
Dubbi e Certezze
Ho sempre avuto la certezza che la Juventus non fosse una squadra come le
altre dove ogni giocatore avesse l'obbligo e il piacere di sputare sangue
per il bene della maglia. Disciplina, rigore negli allenamenti, poche
chiacchiere, lavoro, muscoli, classe. La Juventus non ha battuto ciglio a
mettere Sivori in tribuna per ragioni disciplinari, la Juventus non ha
battuto ciglio a scendere di categoria, con la vergogna nel cuore, ma con
l'orgoglio di ritornare presto ai livelli che le competono. E in due anni
eccoci qui, coi giornali di tutto il mondo calcistico che tessono le lodi
del nostro capitano e di una squadra da applaudire.
Ecco, ero certo che il carattere della Juve fosse questo e non posso che
esserne ancora una volta fiero e orgoglioso.
Il dubbio che pero' mi logora è questo: posto che Moggi lo vedrei bene
impalato a centrocampo, ma com'è che con o senza sim noi siamo sempre la
Juve e, in silenzio, stiamo di nuovo là in vetta, mentre gli altri, fra
nani e ballerine, grancassa e miliardi, sono sempre una spanna sotto e si
devono azzeccare con lo sputo degli scudetti vinti da soli?
altre dove ogni giocatore avesse l'obbligo e il piacere di sputare sangue
per il bene della maglia. Disciplina, rigore negli allenamenti, poche
chiacchiere, lavoro, muscoli, classe. La Juventus non ha battuto ciglio a
mettere Sivori in tribuna per ragioni disciplinari, la Juventus non ha
battuto ciglio a scendere di categoria, con la vergogna nel cuore, ma con
l'orgoglio di ritornare presto ai livelli che le competono. E in due anni
eccoci qui, coi giornali di tutto il mondo calcistico che tessono le lodi
del nostro capitano e di una squadra da applaudire.
Ecco, ero certo che il carattere della Juve fosse questo e non posso che
esserne ancora una volta fiero e orgoglioso.
Il dubbio che pero' mi logora è questo: posto che Moggi lo vedrei bene
impalato a centrocampo, ma com'è che con o senza sim noi siamo sempre la
Juve e, in silenzio, stiamo di nuovo là in vetta, mentre gli altri, fra
nani e ballerine, grancassa e miliardi, sono sempre una spanna sotto e si
devono azzeccare con lo sputo degli scudetti vinti da soli?
venerdì, novembre 07, 2008
Sto con Tuttosport
Leggendo l'articolo del direttore di Tuttosport Paolo de Paola intitolato "Diamo a Claudio quel che è di Claudio", non ho potuto fare a meno di trovarmi d'accordo.
Il direttore rivendica il sacrosanto diritto di ognuno di noi, di criticare le scelte dell'allenatore quando queste si rivelano discutibili. L'impresa di Madrid è sicuramente impresa storica ma ovviamente, sarebbe naturalmente stupido farlo, non cancella d'un botto le perplessità destate da una certa gestione delle partite che hanno fatto rabbrividire me e, evidentemente, il direttore di Tuttosport.
Con questo non voglio dire che bisogna per forza sparare sul pianista a ogni spron battuto, voglio dire che non credo ai veggenti, a quelli 'eh io lo sapevo', perchè quando non ci si sbilancia, si ha sempre ragione, per forza, non si sbaglia mai e si sale con velocità felina sul carro del vincitore. Io rivendico il diritto di critica all'allenatore, cosi' come gli riconosco assolutamente il merito di aver saputo ricompattare il collettivo e saperlo motivare per inanellare una serie cosi' importante di vittorie, in partite chiave.
Pero' esterno anche il mio dubbio più atroce: perchè abbiamo trovato la quadratura del cerchio proprio in un momento in cui eravamo pieni di infortuni? La risposta che mi do' e su cui spero fortissimamente di sbagliarmi è che grazie agli infortuni, l'assetto della squadra ha dovuto giocoforza sbilanciarsi in avanti a vantaggio di un costruttore di gioco piuttosto che del solito distruttore (ad esempio entrata di Tiago al posto di Poulsen), le scarse soluzioni in panchina hanno suggerito una "naturale" evoluzione dei cambi, azzeccati forse più per mancanza di alternative che per sapienza nel coaching, e, in più, gli infortuni hanno permesso quel turn over che concede minuti di gioco a chi ne ha e ne aveva dannatamente bisogno senza necessariamente incappare in bocciature post allenamento. Si il riferimento a Tiago è evidente, l'anno scorso non l'abbiamo mai visto con tanta costanza in campo, magari se gli veniva concesso qualche minuto in più in partite di "secondo piano", piuttosto che stremare i soliti, forse lo avremmo riscoperto un po' prima.
Ripeto, queste perplessità nulla tolgono ai meriti indiscussi dell'allenatore Ranieri in queste ultime partite ma per sapere se un vero cambio di rotta c'è stato, personalmente, in barba ai facili entusiasmi, aspettero' l'evolversi della stagione. Al momento mi godo questi successi e continuo a dare, come sempre, piena fiducia e società e squadra, nella sua interezza.
Il direttore rivendica il sacrosanto diritto di ognuno di noi, di criticare le scelte dell'allenatore quando queste si rivelano discutibili. L'impresa di Madrid è sicuramente impresa storica ma ovviamente, sarebbe naturalmente stupido farlo, non cancella d'un botto le perplessità destate da una certa gestione delle partite che hanno fatto rabbrividire me e, evidentemente, il direttore di Tuttosport.
Con questo non voglio dire che bisogna per forza sparare sul pianista a ogni spron battuto, voglio dire che non credo ai veggenti, a quelli 'eh io lo sapevo', perchè quando non ci si sbilancia, si ha sempre ragione, per forza, non si sbaglia mai e si sale con velocità felina sul carro del vincitore. Io rivendico il diritto di critica all'allenatore, cosi' come gli riconosco assolutamente il merito di aver saputo ricompattare il collettivo e saperlo motivare per inanellare una serie cosi' importante di vittorie, in partite chiave.
Pero' esterno anche il mio dubbio più atroce: perchè abbiamo trovato la quadratura del cerchio proprio in un momento in cui eravamo pieni di infortuni? La risposta che mi do' e su cui spero fortissimamente di sbagliarmi è che grazie agli infortuni, l'assetto della squadra ha dovuto giocoforza sbilanciarsi in avanti a vantaggio di un costruttore di gioco piuttosto che del solito distruttore (ad esempio entrata di Tiago al posto di Poulsen), le scarse soluzioni in panchina hanno suggerito una "naturale" evoluzione dei cambi, azzeccati forse più per mancanza di alternative che per sapienza nel coaching, e, in più, gli infortuni hanno permesso quel turn over che concede minuti di gioco a chi ne ha e ne aveva dannatamente bisogno senza necessariamente incappare in bocciature post allenamento. Si il riferimento a Tiago è evidente, l'anno scorso non l'abbiamo mai visto con tanta costanza in campo, magari se gli veniva concesso qualche minuto in più in partite di "secondo piano", piuttosto che stremare i soliti, forse lo avremmo riscoperto un po' prima.
Ripeto, queste perplessità nulla tolgono ai meriti indiscussi dell'allenatore Ranieri in queste ultime partite ma per sapere se un vero cambio di rotta c'è stato, personalmente, in barba ai facili entusiasmi, aspettero' l'evolversi della stagione. Al momento mi godo questi successi e continuo a dare, come sempre, piena fiducia e società e squadra, nella sua interezza.
lunedì, novembre 03, 2008
domenica, ottobre 26, 2008
Siamo la Juve
Il resto conta poco.
Dopo un buon mese di riflessione durante il quale avevo poco da dire visto che avrei ripetuto quanto già detto in altre occasioni, credo che dopo aver battuto Real e Toro due righe vadano scritte.
Dalla Juve non ci si allontana mai, ancor meno quando le cose vanno male. In tutte le storie d'amore, quelle che durano, funziona sempre cosi': quando ci si rende conto che il partner ha un momento di calo, lo si sostiene, lo si incoraggia, gli si offre un appiglio per rialzarsi e continuare.
E' per questo che ho voluto andare allo stadio a prestare la mia voce per la partita contro il Real. C'è poi chi lo fa tutte le domeniche, in tutti gli stadi, con ogni clima. Migliaia di altri innamorati della nostra squadra che si sgolano, battono le mani, esultano e soffrono, come sempre, come se ci giocassimo sempre tutto in 90 minuti.
Questo è il popolo bianconero a cui mi onoro di appartenere.
Questo è il popolo bianconero al cui fianco vorrei, fisicamente, essere più spesso.
Questo è il popolo bianconero che spinge la squadra a dare tutto in campo, anche quando i muscoli cominciano a fare male e gli infortuni assottigliano le fila.
Queste due vittorie sono importantissime non solo per le classifiche, per la Champions e per il Campionato, queste due vittorie sono importantissime perchè urlano al mondo, ancora una volta che la Juve c'è e ci sarà sempre, che la Juve è cuore, anima, bandiera, sogno infinito, unione di giocatori e tifosi che guardano avanti, che soffrono, cantano, esultano, sempre con onore, contro tutto e tutti.
Noi siamo la Juve, gli altri no.
Dopo un buon mese di riflessione durante il quale avevo poco da dire visto che avrei ripetuto quanto già detto in altre occasioni, credo che dopo aver battuto Real e Toro due righe vadano scritte.
Dalla Juve non ci si allontana mai, ancor meno quando le cose vanno male. In tutte le storie d'amore, quelle che durano, funziona sempre cosi': quando ci si rende conto che il partner ha un momento di calo, lo si sostiene, lo si incoraggia, gli si offre un appiglio per rialzarsi e continuare.
E' per questo che ho voluto andare allo stadio a prestare la mia voce per la partita contro il Real. C'è poi chi lo fa tutte le domeniche, in tutti gli stadi, con ogni clima. Migliaia di altri innamorati della nostra squadra che si sgolano, battono le mani, esultano e soffrono, come sempre, come se ci giocassimo sempre tutto in 90 minuti.
Questo è il popolo bianconero a cui mi onoro di appartenere.
Questo è il popolo bianconero al cui fianco vorrei, fisicamente, essere più spesso.
Questo è il popolo bianconero che spinge la squadra a dare tutto in campo, anche quando i muscoli cominciano a fare male e gli infortuni assottigliano le fila.
Queste due vittorie sono importantissime non solo per le classifiche, per la Champions e per il Campionato, queste due vittorie sono importantissime perchè urlano al mondo, ancora una volta che la Juve c'è e ci sarà sempre, che la Juve è cuore, anima, bandiera, sogno infinito, unione di giocatori e tifosi che guardano avanti, che soffrono, cantano, esultano, sempre con onore, contro tutto e tutti.
Noi siamo la Juve, gli altri no.
venerdì, marzo 14, 2008
Contro ogni censura
Esco dall'ambito calcistico per un'iniziativa che ritengo debba essere appoggiata da ogni blogger.
Accolgo volentieri l'iniziativa di Reporters Sans Frontières, un'associazione di giornalisti che si batte per la libertà di stampa e di espressione. Nell'ambito della loro attività c'è posto anche per noi bloggers che pur non essendo giornalisti siamo spesso veicolo di informazione e di espressione, libera e incondizionata.
Purtroppo la libertà di espressione è ancora una conquista difficile e in alcuni Paesi, come in Cina ad esempio, c'è gente, esattamente 64 persone, che è stata imprigionate perchè hanno esercitato la loro libertà di espressione sul web.
E' ovviamente un abominio e un'assurdità ed è per questo che l'associazione Reporters senza Frontiere ha scritto una Guida pratica del Blogger e del Cyberdissidente in cui viene spiegato come aggirare la censura. Chiedono anche di linkare questa guida su quanti più blog è possibile, affinchè passo passo questa guida possa arrivare nelle mani di chi è vittima di questa ignobile censura e affinchè la libera espressione la si conquisti anche in Paesi dove sembra impossibile.
Rinvio anche a questo articolo pubblicato su Repubblica che approfondisce e spiega meglio quanto vengo di dire.
Noi abbiamo la fortuna di poter parlare di tutto liberamente, abbiamo la fortuna di poter parlare della nostra squadra del cuore, di criticare allenatori e giocatori, di dire cio' che pensiamo. Facciamo un piccolo gesto per far si' che anche chi non ha questa fortuna, un domani possa aggiungersi a noi.
Grazie a chiunque aderirà
Purtroppo la libertà di espressione è ancora una conquista difficile e in alcuni Paesi, come in Cina ad esempio, c'è gente, esattamente 64 persone, che è stata imprigionate perchè hanno esercitato la loro libertà di espressione sul web.
E' ovviamente un abominio e un'assurdità ed è per questo che l'associazione Reporters senza Frontiere ha scritto una Guida pratica del Blogger e del Cyberdissidente in cui viene spiegato come aggirare la censura. Chiedono anche di linkare questa guida su quanti più blog è possibile, affinchè passo passo questa guida possa arrivare nelle mani di chi è vittima di questa ignobile censura e affinchè la libera espressione la si conquisti anche in Paesi dove sembra impossibile.
Rinvio anche a questo articolo pubblicato su Repubblica che approfondisce e spiega meglio quanto vengo di dire.
Noi abbiamo la fortuna di poter parlare di tutto liberamente, abbiamo la fortuna di poter parlare della nostra squadra del cuore, di criticare allenatori e giocatori, di dire cio' che pensiamo. Facciamo un piccolo gesto per far si' che anche chi non ha questa fortuna, un domani possa aggiungersi a noi.
Grazie a chiunque aderirà
mercoledì, marzo 12, 2008
Il Circo Inter
Ed ecco che non appena il gioco comincia a rifarsi duro, si riaprono i battenti del circo nerazzurro.
Dichiarazioni di fuoco a destra e a manca, nervosismi, giocatori che si rifiutano di entrare in campo, allenatori 'plurivincenti' messi alla porta o che se ne vanno, presidenti saltimbanchi.
Ecco che ricomincia il circo dei narcisi, il circo di chi vuol esser più bello e la gara a chi ce l'ha più lungo. No, non c'è limite, sempre di più, sempre più soldi da distribuire a nani e ballerine; per i narcisi non ci son limiti, saltano gli schemi, saltano le regole morali più banali, salta il rispetto per le persone. Già il rispetto, quello stesso rispetto che si reclama per sè ma che non si è in grado di dare.
Mancini allenatore non m'è mai piaciuto e non mi piace tutt'ora. Con l'Inter ha vinto uno scudetto non suo, un altro con le avversarie dirette penalizzate, ha accettati du farsi prendere a schiaffoni in finale dalla Roma (finale al sapore di biscotto, in onore dei nuovi buoni rapporti con i superonesti romanisti che senza avrebbero fatto l'ennesima figura barbina della loro patetica storia e che senza forse non avrebbero fatto partire qualche giocatore in direzione di Milano), ora rischia di perdere l'unico scudetto un po' disputato della sua gestione e in Europa ha elargito sorrisi ai non amanti dell'Inter.
Insomma per me resta un allenatore mediocre, pero' anche gli allenatori mediocri meritano rispetto e questo Moratti non l'ha capito e mai lo capirà perchè è troppo vanitoso per capire che non è onnipotente e che la dignità delle persone va tenuta in conto, in gran conto.
Gli interisti già si strappano i capelli per la perdita del loro genio delle panchine, del nuovo Herrera, in realtà dovrebbero strapparseli perchè perdono non un allenatore ma quella stabilità che dal dopo Pellegrini in poi non hanno mai più avuto. Perdendo Mancini perdono la possibilità di crescere come squadra, di aprire un ciclo, di avere giocatori che crescono con l'allenatore in un'unità di intenti e fini che poi è quello che conta visto che, alla fin fine, son i giocatori che vanno in campo.
Ora si apre una nuova rivoluzione, probabilmente arriverà Mourinho con le sue faraoniche richieste, col suo pugno d'acciaio spaccaspogliatoi, con la sua prosopopea di chi pensa di aver già vinto quando ha ancora tutto da dimostrare. Perfetto per l'Inter dei vanesi, perfetto per Moratti ma, come dicevo ieri, la gloria non la si conquista solo coi milioni, la si conquista con l'eleganza, col savoir faire, con la competenza, tutte qualità queste che non appartengono neanche lontanamente a questa Inter triste fotografia del falo' delle vanità.
Dichiarazioni di fuoco a destra e a manca, nervosismi, giocatori che si rifiutano di entrare in campo, allenatori 'plurivincenti' messi alla porta o che se ne vanno, presidenti saltimbanchi.
Ecco che ricomincia il circo dei narcisi, il circo di chi vuol esser più bello e la gara a chi ce l'ha più lungo. No, non c'è limite, sempre di più, sempre più soldi da distribuire a nani e ballerine; per i narcisi non ci son limiti, saltano gli schemi, saltano le regole morali più banali, salta il rispetto per le persone. Già il rispetto, quello stesso rispetto che si reclama per sè ma che non si è in grado di dare.
Mancini allenatore non m'è mai piaciuto e non mi piace tutt'ora. Con l'Inter ha vinto uno scudetto non suo, un altro con le avversarie dirette penalizzate, ha accettati du farsi prendere a schiaffoni in finale dalla Roma (finale al sapore di biscotto, in onore dei nuovi buoni rapporti con i superonesti romanisti che senza avrebbero fatto l'ennesima figura barbina della loro patetica storia e che senza forse non avrebbero fatto partire qualche giocatore in direzione di Milano), ora rischia di perdere l'unico scudetto un po' disputato della sua gestione e in Europa ha elargito sorrisi ai non amanti dell'Inter.
Insomma per me resta un allenatore mediocre, pero' anche gli allenatori mediocri meritano rispetto e questo Moratti non l'ha capito e mai lo capirà perchè è troppo vanitoso per capire che non è onnipotente e che la dignità delle persone va tenuta in conto, in gran conto.
Gli interisti già si strappano i capelli per la perdita del loro genio delle panchine, del nuovo Herrera, in realtà dovrebbero strapparseli perchè perdono non un allenatore ma quella stabilità che dal dopo Pellegrini in poi non hanno mai più avuto. Perdendo Mancini perdono la possibilità di crescere come squadra, di aprire un ciclo, di avere giocatori che crescono con l'allenatore in un'unità di intenti e fini che poi è quello che conta visto che, alla fin fine, son i giocatori che vanno in campo.
Ora si apre una nuova rivoluzione, probabilmente arriverà Mourinho con le sue faraoniche richieste, col suo pugno d'acciaio spaccaspogliatoi, con la sua prosopopea di chi pensa di aver già vinto quando ha ancora tutto da dimostrare. Perfetto per l'Inter dei vanesi, perfetto per Moratti ma, come dicevo ieri, la gloria non la si conquista solo coi milioni, la si conquista con l'eleganza, col savoir faire, con la competenza, tutte qualità queste che non appartengono neanche lontanamente a questa Inter triste fotografia del falo' delle vanità.
martedì, marzo 11, 2008
E come dicevano a noi...
...In Europa non si ruba!
E' una rottura sentirsi dire sempre le stesse cose eh?
Beh pazienza, fatevene una ragione, chi di spada ferisce....
Intanto tornate a casa su che giocare contro la Reggina è meglio che giocare contro il Liverpool, per il momento vi si confà meglio.
Ora non resta che aspettare a braccia aperte il ritorno su terra degli altri Re del pianginismo, i gomblottisti, le povere vittime di tutti gli arbitri del mondo, i lacrimatori romani.
Potete sbattervi quanto volete ma non sarete mai come noi, nè in Italia, nè in Europa, non sarete mai degni di essere considerati fra i grandi, mai con un alone di grandezza, MAI.
Sorry :)
E' una rottura sentirsi dire sempre le stesse cose eh?
Beh pazienza, fatevene una ragione, chi di spada ferisce....
Intanto tornate a casa su che giocare contro la Reggina è meglio che giocare contro il Liverpool, per il momento vi si confà meglio.
Ora non resta che aspettare a braccia aperte il ritorno su terra degli altri Re del pianginismo, i gomblottisti, le povere vittime di tutti gli arbitri del mondo, i lacrimatori romani.
Potete sbattervi quanto volete ma non sarete mai come noi, nè in Italia, nè in Europa, non sarete mai degni di essere considerati fra i grandi, mai con un alone di grandezza, MAI.
Sorry :)
lunedì, febbraio 25, 2008
La questione arbitri
Come dicevo ieri, ho approvato la lettera della società per il semplice fatto che se si ha qualcosa da dire, questa cosa va formalizzata e non lasciata là, durante un'intervista, alla Mancini ad esempio, con l'unico scopo raggiunto di esasperare gli animi.
Ora pero' da tifoso juventino cosa mi aspetto?
Mi aspetto che la Juventus F.C. lavori non per cercare tutele arbitrali ma per cercare di migliorare il sistema arbitrale, per tutti, juventini e non, al fine di ritornare ad un calcio più godibile e meno farcito di sospetti. Ma, soprattutto, mi aspetto che la Juventus F.C. lavori per ritornare ad avere una squadra capace di lottare sul campo contro ogni avversario, affinchè, errori arbitrali o meno, la partita la si vinca.
Si potrà obiettare che se l'arbitro ci si mette d'impegno, tu la partita non la vinci. Ok, d'accordo ma ammesso e non concesso che sia cosi', o si suppone che ci sia un preciso piano dietro gli arbitri e a quel punto, se non si vuol fare la figura del fess...ops degli Zeman di turno, si va in tribunale con le prove o significa che un "furto" in una partita ci puo' stare e questo non puo' compromettere un'intera stagione.
E' bene portare alla luce un malessere, una situazione che si ritiene anomala, ancora meglio è proporre soluzioni, non chiedere teste, ma proporre soluzioni, aprire il dialogo con chi riputiamo ci sia nemico per cercare soluzioni congiunte, trasversali a tutte le squadre, per il bene di quel calcio che fa guadagnare le società, per il bene dei tifosi affinchè si ritorni a parlare di prodezze atletiche e non di processi penali, per il bene dei giocatori affinchè esprimano il meglio sapendo di giocare un gioco uguale per tutti.
Basta alle polemiche, basta ai sospetti, basta signori, diamo l'esempio, siamo la Juventus, non una squadra qualunque, non abbiamo bisogno nè di protezione, nè di minacce, la gloria la cerchiamo, se possibile, sul campo, fuori dal campo lavoriamo per un calcio più pulito, per tutti, anche per noi.
PS
Comunicazione di servizio: questo blog si prende una pausa di 10 giorni.
Ora pero' da tifoso juventino cosa mi aspetto?
Mi aspetto che la Juventus F.C. lavori non per cercare tutele arbitrali ma per cercare di migliorare il sistema arbitrale, per tutti, juventini e non, al fine di ritornare ad un calcio più godibile e meno farcito di sospetti. Ma, soprattutto, mi aspetto che la Juventus F.C. lavori per ritornare ad avere una squadra capace di lottare sul campo contro ogni avversario, affinchè, errori arbitrali o meno, la partita la si vinca.
Si potrà obiettare che se l'arbitro ci si mette d'impegno, tu la partita non la vinci. Ok, d'accordo ma ammesso e non concesso che sia cosi', o si suppone che ci sia un preciso piano dietro gli arbitri e a quel punto, se non si vuol fare la figura del fess...ops degli Zeman di turno, si va in tribunale con le prove o significa che un "furto" in una partita ci puo' stare e questo non puo' compromettere un'intera stagione.
E' bene portare alla luce un malessere, una situazione che si ritiene anomala, ancora meglio è proporre soluzioni, non chiedere teste, ma proporre soluzioni, aprire il dialogo con chi riputiamo ci sia nemico per cercare soluzioni congiunte, trasversali a tutte le squadre, per il bene di quel calcio che fa guadagnare le società, per il bene dei tifosi affinchè si ritorni a parlare di prodezze atletiche e non di processi penali, per il bene dei giocatori affinchè esprimano il meglio sapendo di giocare un gioco uguale per tutti.
Basta alle polemiche, basta ai sospetti, basta signori, diamo l'esempio, siamo la Juventus, non una squadra qualunque, non abbiamo bisogno nè di protezione, nè di minacce, la gloria la cerchiamo, se possibile, sul campo, fuori dal campo lavoriamo per un calcio più pulito, per tutti, anche per noi.
PS
Comunicazione di servizio: questo blog si prende una pausa di 10 giorni.
lunedì, febbraio 11, 2008
Certe cose non cambiano mai
Totti dice: "Però sbagliare sempre dalla stessa parte un po’ ti fa pensare, non voglio dire che rubano le partite, ma tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che, perché sono forti o succede qualcosa, vincono sempre"
Ci son poche certezze nella vita, una di queste è che i romanisti piangeranno sempre e continueranno a vedere complotti ovunque. Certo in qualche modo dovranno pur giustificare la loro storia completamente fallimentare, nonostante i Roma Club Montecitorio sponsorizzati da Andreotti e D'Alema, nonostante i "motivi di ordine pubblico" che tutelano le peggiori nefandezze di questa squadra, nonostante ex arbitri diventati dirigenti, nonostante i rolex, le polizze, Ciarrapico, Moggi, gli accoltellati fuori l'Olimpico per cui non si muove un dito, Carraro...
Insomma son da sempre la squadra di calcio più sporca e protetta pero' continueranno a piangere, perdenti si nasce e loro, modestamente, lo nacquero.
Ci son poche certezze nella vita, una di queste è che i romanisti piangeranno sempre e continueranno a vedere complotti ovunque. Certo in qualche modo dovranno pur giustificare la loro storia completamente fallimentare, nonostante i Roma Club Montecitorio sponsorizzati da Andreotti e D'Alema, nonostante i "motivi di ordine pubblico" che tutelano le peggiori nefandezze di questa squadra, nonostante ex arbitri diventati dirigenti, nonostante i rolex, le polizze, Ciarrapico, Moggi, gli accoltellati fuori l'Olimpico per cui non si muove un dito, Carraro...
Insomma son da sempre la squadra di calcio più sporca e protetta pero' continueranno a piangere, perdenti si nasce e loro, modestamente, lo nacquero.
lunedì, gennaio 21, 2008
LA partita
Mercoledi' sarà LA partita. E non perchè giochiamo contro l'Inter, questo
potrebbe essere e dovrebbe essere un pungolo in più, ma perchè mai come in
questo momento la squadra ha bisogno di una prova di orgoglio e quale
momento migliore per una prova di orgoglio se non contro la capolista (e
per chi ama i gossip extrapallonari, contro la nemica)?
E' proprio questa partita in cui dovremo giocare la carta del tutto per
tutto, del match of the season, perchè è attraverso la Coppa Italia che c'è
la nostra porta d'ingresso in Europa, è soprattutto la Coppa Italia il
trofeo (snobbato da molti ma che a me piace moltissimo) che ci vorrebbe
fortissimamente dopo quanto successo in questi ultimi anni, farebbe bene al
palmares e soprattutto alla nostra storia, sarebbe il simbolo di un
orgoglio mai domo, sarebbe il simbolo di questa Juventus fenice risorta e
più forte che mai, se non nelle gambe, sicuramente nella testa.
potrebbe essere e dovrebbe essere un pungolo in più, ma perchè mai come in
questo momento la squadra ha bisogno di una prova di orgoglio e quale
momento migliore per una prova di orgoglio se non contro la capolista (e
per chi ama i gossip extrapallonari, contro la nemica)?
E' proprio questa partita in cui dovremo giocare la carta del tutto per
tutto, del match of the season, perchè è attraverso la Coppa Italia che c'è
la nostra porta d'ingresso in Europa, è soprattutto la Coppa Italia il
trofeo (snobbato da molti ma che a me piace moltissimo) che ci vorrebbe
fortissimamente dopo quanto successo in questi ultimi anni, farebbe bene al
palmares e soprattutto alla nostra storia, sarebbe il simbolo di un
orgoglio mai domo, sarebbe il simbolo di questa Juventus fenice risorta e
più forte che mai, se non nelle gambe, sicuramente nella testa.
lunedì, gennaio 14, 2008
Non so che dire
Ho interrotto la scrittura su questo blog perchè non so cosa dire di diverso rispetto sempre allo stesso film.
La Juventus gioca sempre nella stessa identica maniera, oramai chiunque dotato di un minimo di sale in zucca troverebbe le contromisure a questa squadra che va avanti solo grazie al cuore e alla classe dei suoi giocatori che si inventano le giocate decisive. Per il resto siamo in balia di un allenatore evidentemente presuntuoso, ottuso e incompetente che gestisce malissimo spogliatoio e partite.
Dovrei ricopiare lo stesso post quasi quotidianamente, per evitare di annoiarmi e risparmiare tempo prezioso, aspettero' di poter rilevare qualche minima novità prima di rimettermi a scrivere, ora come ora, assistendo all'ennesimo spreco della mia squadra del cuore nelle mani dell'ennesimo buffone, non ne ho più voglia.
La Juventus gioca sempre nella stessa identica maniera, oramai chiunque dotato di un minimo di sale in zucca troverebbe le contromisure a questa squadra che va avanti solo grazie al cuore e alla classe dei suoi giocatori che si inventano le giocate decisive. Per il resto siamo in balia di un allenatore evidentemente presuntuoso, ottuso e incompetente che gestisce malissimo spogliatoio e partite.
Dovrei ricopiare lo stesso post quasi quotidianamente, per evitare di annoiarmi e risparmiare tempo prezioso, aspettero' di poter rilevare qualche minima novità prima di rimettermi a scrivere, ora come ora, assistendo all'ennesimo spreco della mia squadra del cuore nelle mani dell'ennesimo buffone, non ne ho più voglia.
giovedì, dicembre 20, 2007
Secco e Moggi
Se è vero, e per il momento tutto sembra dire che sia vero, che Secco continua a sentire Moggi per ragioni professionali, credo sia il caso di cacciarlo a calci immediatamente.
Moggi ha fatto danni alla Juve irreparabili, ci ha incollato addosso la vergogna dell'imbroglio, del maneggio, della serie B. E' un personaggio pessimo, sporco, senza palle visto che "da oggi il mondo del galgio non è più il mio mondo" era la solita bugia di un povero vecchio braccato dalla giustizia.
Moggi ha fatto il male della Juventus perchè non si sa in quale motivo favorire il Messina avrebbe favorito poi la Juve, Moggi lavorava per sè stesso non per la Juve, lavoro che ha continuato a fare fino ad oggi. Moggi ha usato la Juve per avere visibilità e la visibilità passava attraverso delle vittorie, attraverso il movimento di pedine e la Juve era la sala di comando ideale per i suoi sporchi piani a tutto uso e consumo personale e del suo figlio malfattore.
Se Secco non riesce a capire che le distanze da certi personaggi vanno prese senza se e senza ma, se Secco non riesce a fare il suo lavoro da solo, senza tutor allora non è uomo per la Juventus e sarebbe ora che la Juventus lo allontanasse, dando finalmente un segnale preciso che con il passato moggiano abbiamo, fortunatamente, chiuso e pagato sufficientemente.
Pero', ultima postilla, vorrei aggiungere che il fatto che Moggi sia tanto di moda sui giornali, non toglie che c'è ancora chi dice, nelle telefonate intercettate, che i potenti son sempre al comando: Carraro, Agnolin (toh l'ex arbitro ex dirigente della Roma dei motivi d'ordine pubblico), Galliani (toh l'irreprensibile presidente di lega conquistatore di asterischi), Moratti (toh l'intercettatore folle amante del cartone), Berlusconi etc etc
Si arriverà un giorno a tagliare definitivamente i Moggi dal calcio e a fare chiarezza su tutti, tutti, ma proprio tutti tutti?
Moggi ha fatto danni alla Juve irreparabili, ci ha incollato addosso la vergogna dell'imbroglio, del maneggio, della serie B. E' un personaggio pessimo, sporco, senza palle visto che "da oggi il mondo del galgio non è più il mio mondo" era la solita bugia di un povero vecchio braccato dalla giustizia.
Moggi ha fatto il male della Juventus perchè non si sa in quale motivo favorire il Messina avrebbe favorito poi la Juve, Moggi lavorava per sè stesso non per la Juve, lavoro che ha continuato a fare fino ad oggi. Moggi ha usato la Juve per avere visibilità e la visibilità passava attraverso delle vittorie, attraverso il movimento di pedine e la Juve era la sala di comando ideale per i suoi sporchi piani a tutto uso e consumo personale e del suo figlio malfattore.
Se Secco non riesce a capire che le distanze da certi personaggi vanno prese senza se e senza ma, se Secco non riesce a fare il suo lavoro da solo, senza tutor allora non è uomo per la Juventus e sarebbe ora che la Juventus lo allontanasse, dando finalmente un segnale preciso che con il passato moggiano abbiamo, fortunatamente, chiuso e pagato sufficientemente.
Pero', ultima postilla, vorrei aggiungere che il fatto che Moggi sia tanto di moda sui giornali, non toglie che c'è ancora chi dice, nelle telefonate intercettate, che i potenti son sempre al comando: Carraro, Agnolin (toh l'ex arbitro ex dirigente della Roma dei motivi d'ordine pubblico), Galliani (toh l'irreprensibile presidente di lega conquistatore di asterischi), Moratti (toh l'intercettatore folle amante del cartone), Berlusconi etc etc
Si arriverà un giorno a tagliare definitivamente i Moggi dal calcio e a fare chiarezza su tutti, tutti, ma proprio tutti tutti?
venerdì, novembre 30, 2007
www.juventus.it
Nasce il nuovo sito della Juventus e nasce col botto.
Nuova grafica, più contenuti, bellissima la sezione sulla storia della nostra amatissima squadra.
Finalmente abbiamo un sito degno di un club di caratura mondiale, facile da consultare, bello, piacevole, completo.
Il nuovo corso si colora sempre più di bianconero, son anche queste, forse piccole, cose che ti fanno capire che si è sulla strada giusta.
Bravi!
Nuova grafica, più contenuti, bellissima la sezione sulla storia della nostra amatissima squadra.
Finalmente abbiamo un sito degno di un club di caratura mondiale, facile da consultare, bello, piacevole, completo.
Il nuovo corso si colora sempre più di bianconero, son anche queste, forse piccole, cose che ti fanno capire che si è sulla strada giusta.
Bravi!
giovedì, novembre 29, 2007
Ibrahimovic
Visto che ieri avevo vagamente accennato a lui, ne approfitto per fare outing definitivamente.
Ibrahimovic è l'unico giocatore della "ultima generazione" che davvero rimpiango e che avrei ancora voluto vedere con la maglia bianconera.
Talento purissimo, incastrato, durante la sua breve parentesi juventina, dai muri dell'ottusità capelliana, ora sembra trovare sempre più sè stesso e il suo gioco. Sta maturando moltissimo, pur rimanendo sfrontato grazie alla consapevolezza nei propri mezzi, sta giocando in maniera più concreta meno fine a se stessa, meno vanesio e più pragmatico.
Fisico potente ma non da impedirgli una certa agilità, piedi grandi ma con tocco da calzatura 36, grande visione di gioco. E' uno di quei giocatori che mi esaltano, di quelli che non puoi fare a meno di guardare attendendoti un colpo, un'invenzione, un qualcosa che ti faccia ancora una volta capire perchè ti piace questo sport.
Ibrahimovic è l'unico giocatore della "ultima generazione" che davvero rimpiango e che avrei ancora voluto vedere con la maglia bianconera.
Talento purissimo, incastrato, durante la sua breve parentesi juventina, dai muri dell'ottusità capelliana, ora sembra trovare sempre più sè stesso e il suo gioco. Sta maturando moltissimo, pur rimanendo sfrontato grazie alla consapevolezza nei propri mezzi, sta giocando in maniera più concreta meno fine a se stessa, meno vanesio e più pragmatico.
Fisico potente ma non da impedirgli una certa agilità, piedi grandi ma con tocco da calzatura 36, grande visione di gioco. E' uno di quei giocatori che mi esaltano, di quelli che non puoi fare a meno di guardare attendendoti un colpo, un'invenzione, un qualcosa che ti faccia ancora una volta capire perchè ti piace questo sport.
mercoledì, novembre 28, 2007
Kakà e il pallone d'oro
Saro' impopolare: per me non lo merita ancora.
Ha fatto una grande Champions, ha portato il Milan sul tetto d'Europa ma una sola competizione non puo' decidere un Re. Non seguo tutte le partite del Milan ma ho sempre avuto la sensazione che in campionato, pur conservando una classe cristallina, fosse spesso discontinuo, al di sotto delle proprie reali potenzialità, cedendo la leadership a giocatori come Seedorf, Pirlo. Molti amici milanisti che seguono le sorti rossonere più assiduamente di me mi hanno confermato questa impressione, Kakà fuoriclasse ma ancora un po' troppo dal rendimento altalenante.
Per me il pallone d'oro è il trascinatore, quello che si prende la squadra sulle spalle, anzi che la trascina con la maglia, col sudore, coi gol decisivi, col boato delle folle. Kakà non mi sembra faccia ancora questo, gli manca poco ma al momento, ripeto pur restando un meraviglioso fuoriclasse, non è ancora questo tipo di giocatore, lo sarà forse l'anno prossimo, non ora.
Personalmente lo avrei dato ad un altro giocatore, che è cresciuto tantissimo, sia calcisticamente che caratterialmente, uno che è già diventato leader, uno che ha colpi da genio del calcio, uno da boato, già oggi, uno col naso lungo e il sorriso strafottente che avrei amato ancora vedere con una maglia bianconera addosso.
L'avevo detto che sarei stato impopolare...
Ha fatto una grande Champions, ha portato il Milan sul tetto d'Europa ma una sola competizione non puo' decidere un Re. Non seguo tutte le partite del Milan ma ho sempre avuto la sensazione che in campionato, pur conservando una classe cristallina, fosse spesso discontinuo, al di sotto delle proprie reali potenzialità, cedendo la leadership a giocatori come Seedorf, Pirlo. Molti amici milanisti che seguono le sorti rossonere più assiduamente di me mi hanno confermato questa impressione, Kakà fuoriclasse ma ancora un po' troppo dal rendimento altalenante.
Per me il pallone d'oro è il trascinatore, quello che si prende la squadra sulle spalle, anzi che la trascina con la maglia, col sudore, coi gol decisivi, col boato delle folle. Kakà non mi sembra faccia ancora questo, gli manca poco ma al momento, ripeto pur restando un meraviglioso fuoriclasse, non è ancora questo tipo di giocatore, lo sarà forse l'anno prossimo, non ora.
Personalmente lo avrei dato ad un altro giocatore, che è cresciuto tantissimo, sia calcisticamente che caratterialmente, uno che è già diventato leader, uno che ha colpi da genio del calcio, uno da boato, già oggi, uno col naso lungo e il sorriso strafottente che avrei amato ancora vedere con una maglia bianconera addosso.
L'avevo detto che sarei stato impopolare...
giovedì, novembre 15, 2007
Tornare a parlare di calcio...
...Diventa sempre più difficile, almeno leggendo i giornali e alla luce della tanto prevista quanto disgustosa farsa nazionalpopolare andata in diretta TV.
Ci si lamenta delle trasmissioni come il Processo di Biscardi che aizzavano alla violenza, ci si lamenta di Vespa ma poi sia il primo che il secondo totalizzavano e totalizzano migliaia di ascolti di morbosi avidi di scoop truculenti. La cosa amara è che non si trova mai quello che vede queste trasmissioni, tutti le criticano ma sti milioni di spettatori non si sa chi siano. Ricordo che era lo stesso quando ci fu la prima elezione di Berlusconi, ne incontrai uno solo che dichiaro' apertamente il suo voto.
Cosi' tutti si scandalizzano, tutti urlano, galline impazzite, la propria tesi, adesso va in onda la vivisezione del mondo ultras, un mondo che oramai tutti credono di conoscere e tutti giudicano, facili da inquadrare nel proprio mirino, facili da colpire e non solo per disgraziate pistole, anche per disgraziate menti che talvolta fanno ancora più danni.
Avanti cosi' fino al prossimo scandalo pseudopallonaro, altro giro altra corsa, tutti sulla macabra giostra del pallone. Che schifo.
Ci si lamenta delle trasmissioni come il Processo di Biscardi che aizzavano alla violenza, ci si lamenta di Vespa ma poi sia il primo che il secondo totalizzavano e totalizzano migliaia di ascolti di morbosi avidi di scoop truculenti. La cosa amara è che non si trova mai quello che vede queste trasmissioni, tutti le criticano ma sti milioni di spettatori non si sa chi siano. Ricordo che era lo stesso quando ci fu la prima elezione di Berlusconi, ne incontrai uno solo che dichiaro' apertamente il suo voto.
Cosi' tutti si scandalizzano, tutti urlano, galline impazzite, la propria tesi, adesso va in onda la vivisezione del mondo ultras, un mondo che oramai tutti credono di conoscere e tutti giudicano, facili da inquadrare nel proprio mirino, facili da colpire e non solo per disgraziate pistole, anche per disgraziate menti che talvolta fanno ancora più danni.
Avanti cosi' fino al prossimo scandalo pseudopallonaro, altro giro altra corsa, tutti sulla macabra giostra del pallone. Che schifo.
martedì, novembre 13, 2007
De italiana stupiditate
Mi sembra che ogni volta che succede un evento tragico tutti ci si sveglia
dal sonno criogenico e si scopre che i poliziotti se non ben gestiti possono
far danni. D'oh. Sorpresona. E' cosi' dall'epoca dei pretoriani.
Il punto è che, nonostante quello che ci si sforza di far credere, non è
una guerra ultras contro polizia, il punto è che è assolutamente evidente
che gli ultras non c'entrano nulla, cosi' come non c'entra nulla la polizia
in sè, in quanto tale.
Ma c'entrano pero' delinquenti vuoi cani sciolti, vuoi manovrati da una
longa manus e una polizia completamente sbandata, perchè la testa che deve
muoverla è decapitata dal resto del corpo.
Ridurre il tutto a ultrà vs polizia significa, ancora una volta, insabbiare
un bubbone che forse andrebbe crepato una volta e per tutte, pero' è un
bubbone putrido che impuzzonirebbe governo, mondo politico, probabilmente
finanziario. Allora no, è meglio che si mette tutto sulle spalle degli
ultras e di un singolo poliziotto. Meglio dare il via al circo dove il
popolo chiede "il nome" del poliziotto, dove il popolo analizza filmati,
vignette, affermazioni, dove si vivisezionano in televisione cadaveri e
carnefici. Meglio dare il via al solito "buoni contro cattivi", dove ognuno
puo' schierarsi liberamente e lobotomizzatamente dietro alla bandiera che
preferisce, alla fine chi se ne fotte, il laziale è morto e verrà sepolto
nel cordoglio generale, i politici parteciperanno tutti ai funerali, si fa
una settimana di casino e poi via a esaminare in piazza e in TV il prossimo
morto ammazzato dal padre ubriaco, ovviamente nel ribrezzo di tutti che
pero' guardano in milioni, famelici voyeurs, le trasmissioni di Vespa e
intanto Mastella, Prodi e Berlusconi stanno ancora là, pronti a dispiacersi
per il prossimo morto ammazzato e a deprecare il prossimo poliziotto
coglione.
dal sonno criogenico e si scopre che i poliziotti se non ben gestiti possono
far danni. D'oh. Sorpresona. E' cosi' dall'epoca dei pretoriani.
Il punto è che, nonostante quello che ci si sforza di far credere, non è
una guerra ultras contro polizia, il punto è che è assolutamente evidente
che gli ultras non c'entrano nulla, cosi' come non c'entra nulla la polizia
in sè, in quanto tale.
Ma c'entrano pero' delinquenti vuoi cani sciolti, vuoi manovrati da una
longa manus e una polizia completamente sbandata, perchè la testa che deve
muoverla è decapitata dal resto del corpo.
Ridurre il tutto a ultrà vs polizia significa, ancora una volta, insabbiare
un bubbone che forse andrebbe crepato una volta e per tutte, pero' è un
bubbone putrido che impuzzonirebbe governo, mondo politico, probabilmente
finanziario. Allora no, è meglio che si mette tutto sulle spalle degli
ultras e di un singolo poliziotto. Meglio dare il via al circo dove il
popolo chiede "il nome" del poliziotto, dove il popolo analizza filmati,
vignette, affermazioni, dove si vivisezionano in televisione cadaveri e
carnefici. Meglio dare il via al solito "buoni contro cattivi", dove ognuno
puo' schierarsi liberamente e lobotomizzatamente dietro alla bandiera che
preferisce, alla fine chi se ne fotte, il laziale è morto e verrà sepolto
nel cordoglio generale, i politici parteciperanno tutti ai funerali, si fa
una settimana di casino e poi via a esaminare in piazza e in TV il prossimo
morto ammazzato dal padre ubriaco, ovviamente nel ribrezzo di tutti che
pero' guardano in milioni, famelici voyeurs, le trasmissioni di Vespa e
intanto Mastella, Prodi e Berlusconi stanno ancora là, pronti a dispiacersi
per il prossimo morto ammazzato e a deprecare il prossimo poliziotto
coglione.
lunedì, novembre 12, 2007
Slogan
- Poliziotti braccio violento di uno stato fascista
- Ultrà feccia da sciogliere
Ieri è morto un ragazzo, si assaltano stazioni di polizia, si massacrano di
botte vigili urbani pero' Mastella è ancora Ministro della Giustizia e il
Capo del Governo trasferisce il giudice che indaga su di lui.
Ma si sa i veri problemi sono i poliziotti braccio violento di uno stato
fascista e gli ultrà che son tutti delle merde da schiacciare. Fermiamo il
calcio, solo cosi' i poliziotti impareranno a mettere fiori nelle loro
pistole, fermiamo il calcio, cosi'i teppisti diventeranno missionari
gesuiti, fermiamo il calcio, solo cosi' l'Italia ritroverà dignità, ma
dopo, solo dopo, per il momento via alle reazioni
anarchicosovversivefasciostaliniste, morte a tutti, tranne a chi, fra una
pista di coca, un appartamento in centro, una puttana
intellettualaltoborghese e un migliaio di mazzette qua e la, non fa mancare
il suo cordoglio. "Ai funerali tutti presenti" (cit.)
Ieri è morto un ragazzo e io sono triste perchè s'è persa una vita, sono
ancora più triste perhè questa vita persa sarà stuprata, offesa, infangata,
strumentalizzata da chi vive, si nutre, ingrassa e eiacula grazie a
stupidi, vuoti, anacronistici, assassini slogan, antiquato paravento di
moderne vergogne.
Ciao Gabriele
- Ultrà feccia da sciogliere
Ieri è morto un ragazzo, si assaltano stazioni di polizia, si massacrano di
botte vigili urbani pero' Mastella è ancora Ministro della Giustizia e il
Capo del Governo trasferisce il giudice che indaga su di lui.
Ma si sa i veri problemi sono i poliziotti braccio violento di uno stato
fascista e gli ultrà che son tutti delle merde da schiacciare. Fermiamo il
calcio, solo cosi' i poliziotti impareranno a mettere fiori nelle loro
pistole, fermiamo il calcio, cosi'i teppisti diventeranno missionari
gesuiti, fermiamo il calcio, solo cosi' l'Italia ritroverà dignità, ma
dopo, solo dopo, per il momento via alle reazioni
anarchicosovversivefasciostaliniste, morte a tutti, tranne a chi, fra una
pista di coca, un appartamento in centro, una puttana
intellettualaltoborghese e un migliaio di mazzette qua e la, non fa mancare
il suo cordoglio. "Ai funerali tutti presenti" (cit.)
Ieri è morto un ragazzo e io sono triste perchè s'è persa una vita, sono
ancora più triste perhè questa vita persa sarà stuprata, offesa, infangata,
strumentalizzata da chi vive, si nutre, ingrassa e eiacula grazie a
stupidi, vuoti, anacronistici, assassini slogan, antiquato paravento di
moderne vergogne.
Ciao Gabriele
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