martedì, febbraio 02, 2010
Benitez
I motivi sarebbero diversi ma senza entrare in paragoni tecnici potremmo accontentarci della risposta sencondo la quale Zaccheroni è arrivato in società da precario e questo già lo delegittima agli occhi di giocatori e di una parte della tifoseria.
Prendere Zaccheroni in questo modo, in fretta e furia è l'ennesima sciocchezza da principianti fatta dalla società che, con rara abilità, si incastra da sola in posizioni scomode. Zaccheroni potrebbe essere una scelta più che legittima se, e solo se, si decide con lui di proiettarsi in un arco di tempo di due/tre stagioni (cosa che inspiegabilmente è stata invece fatta con il non titolato Ranieri). Zac non è un traghettatore, è un allenatore che cerca di tirare il massimo dai giocatori che ha, secondo un modulo che predilige ma su un periodo sufficientemente lungo per far passare la sua filosofia di gioco. Ha vinto lo scudetto a Milano cosi', ha costruito una buona Lazio cosi', ha passato 3 stagioni all'Udinese cosi'.
Ora gli si chiede tutto e subito e, a mio parere, deluderà le aspettative non per incapacità personale ma perchè le basi del rapporto sono deboli.
Benitez arriva con una fama da vincente, soprattutto in Coppa Campioni (mi rifiuto di parlare di Champions League). L'odiato Liverpool è comunque un club di tradizione dove per imporsi come manager bisogna di sicuro avere le spalle larghe e pugno fermo. Due caratteristiche che in questo momento sono fondamentali per questa Juve.
Quando arrivo' l'incognita Lippi, dopo le disgraziate annate Marchesi e Maifredi e dopo la, purtroppo corta, esperienza Zoff, c'era una società solida alle spalle a sostenere un allenatore pieno di carattere e di idee ma col palmares vuoto o quasi. La ricetta è semplice, non c'è bisogno di alchimie, basti guardare il Milan di oggi con Leonardo rispetto alla Juve con Ferrara. Non credo Leonardo sia migliore, nè più esperto di Ferrara, credo semplicemente che la società Milan abbia aiutato molto più Leonardo di quanto abbia fatto la società Juve con Ferrara.
Oggi serve un allenatore di fama, uno rispettato dai giocatori, uno capace di mettere fuori rosa i lavativi, capace di inchiodare i Melo e i Diego alle loro responsabilità, uno per il quale giocatori di fama e soprattutto di qualità siano pronti a cambiare squadra e venire alla Juve pur di essere allenati da lui. Questo potrebbe essere Benitez, forse anche più di Hiddink. Potremmo con lui aprire una finestra di osservazione sul mercato spagnolo, magari invece di parlare di Pazzini potremmo cominciare a parlare di Villa per l'attacco bianconero. Chissà. Fatto sta che oggi non c'è tempo per contentarsi solo di colpi ad effetto, se il futuro della Juve sarà Zaccheroni allora che si programmi il futuro con Zaccheroni, che si pianifichino gli acquisti futuri con lui, che si vendano i giocatori a basso rendimento e si investa in qualità. Se sarà Benitez che si faccia lo stesso perchè comunque lo spagnolo non potrà fare miracoli se la società continua a brancolare nel buio del dubbio.
Insomma meglio Benitez ma con criterio.
lunedì, febbraio 01, 2010
Anno nuovo vita nuova
Oggi cosa è cambiato?
Beh, la Juve ha provato un giovane allenatore che, purtroppo, per lui e per noi, s'è mostrato troppo acerbo per un ruolo difficile, troppo pesante da sostenere solo con le proprie forze. Certo con questo non voglio scaricare Ferrara dalle sue responsabilità e dalla sua evidente inadeguatezza, soprattutto sotto il profilo della motivazione, profilo che, ironia della sorte, credevo essere proprio il suo punto forte. Voglio pero' dire fortemente che Ferrara, probabilmente a questo punto come anche Ranieri, è stato lasciato totalmente solo, privato di ogni sostegno da parte di una società troppo impegnata a parlare di jolly e a scendere negli spogliatoi quando il danno era già stato fatto, piuttosto che mostrarsi presente agli allenamenti e nel richiamare i giocatori alle proprie responsabilità.
Ferrara, in più, o meglio in meno rispetto a Ranieri ha avuto anche la disgrazia di dover gestire giocatori non voluti ma comprati sull'onda lunga di una pseudocampagna di ristrutturazione fatta con nomi più o meno altisonanti. Ed ecco i Diego e i Melo, più di ottanta miliardi di vecchie lire per due giocatori che al momento dell'acquisto non avevano alcuna collocazione visto che ancora non c'era uno schema di gioco in cui collocarli.
Con Zaccheroni potremo vedere qualcosa di diverso?
Ovviamente spero di si ma la partita di ieri con la Lazio non lascia certo presagire grandi cambiamenti. I giocatori sembrano non divertirsi, sembrano non avere alcun entusiasmo, alcuna voglia di cambiare. Sono persi nel mezzo di un caos, nel mezzo di una mancanza di idee soprattutto a livello societario. Qual'è questo famoso progetto? Costruire una squadra sui giovani? Benissimo ma allora dov'è Giovinco? Perchè quello che fa, o meglio non fa, Diego non poteva farlo il nanerottolo di casa nostra? Perchè Grosso e non Dossena finito al Napoli per pochi spiccioli?
Insomma i perchè ce ne sono a bizzeffe, il problema è che non sembrano esserci risposte forse perchè le scelte sono state fatte senza alcun criterio se non quello del voler a tutti i costi rivestire ruoli che non sono propri. E' vero, per me Ranieri era inadeguato per la Juve, lo era anche Ferrara ma, oramai il Re è nudo e le persone davvero inadeguate sono innanzitutto Blanc e Elkann, la coperta è troppo troppo corta per coprire ancora la loro incapacità a gestire una società come la Juventus. Sono sicuro che ci abbiano messo impegno e buona volontà ma il momento mi sembra venuto perchè si facciano da parte, ogni tanto un po' di umiltà fa bene.
giovedì, novembre 27, 2008
Il caso Giovinco
Fermo restando tutte le perplessità sul negargli qualche minuto in più di gioco, non capisco il sorgere di tanto battage mediatico e non sul poco utilizzo di questo ragazzino.
Per essere forte, è forte, credo siamo tutti d'accordo. Credo anche che siamo tutti d'accordo sul fatto che non sia Maradona, altrimenti avrebbe fatto sfaceli ad Empoli e soprattutto in nazionale, dove invece mi sembra abbia arrancato.
La conclusione logica è che nonostante sia un ottimo elemento, debba maturare ancora.
Come matura un giocatore? Lavorando sodo, lavorando affianco a grandi campioni, quegli stessi campioni che gli sbarrano la strada. Fare i primi ad Empoli è, con tutto il rispetto per l'Empoli, facile, fare i primi alla Juventus è un tantinello più complicato. Ed è qua che si vede anche la tempra del campione in erba, si vede nella capacità di resistere, di lavorare, di sopportare e di aspettare il proprio momento che, se si è forti, verrà.
Ricordo che da Capello, allenatore da me mai amato, veniva messo in panchina un tale Del Piero Alessandro, giocatore che non era nè in erba, nè che doveva dimostrare qualcosa. Pero' questo giocatore ha aspettato, è rimasto alla Juve, e, com'era giusto che fosse, s'è ripreso il suo posto, indiscusso, da titolare.
Se dunque ha pazientato Del Piero, di grazia, perchè non dovrebbe pazientare Giovinco?
Io ritengo sia un grande campione cha abbiamo in squadra, una gemma che va senz'altro ben gestita, credo pero' che i grandi campioni si vedano anche dalla mentalità e, tanto per restare nel passato recente, con Miccoli ne abbiamo avuto la conferma.
Ergo per me non è che ci siano tante soluzioni: o Giovinco accetta di stare alla Juventus F.C., la squadra più prestigiosa al mondo con il Real Madrid, porta pazienza e impara a lavorare bene e in silenzio, o a mio parere è inutile anche mandarlo in prestito, lo si ceda a titolo definitivo e si incassi che giovani di talento disposti a lavorare con umiltà e spirito di sacrificio, prima o poi si trovano.
giovedì, marzo 13, 2008
Buffon rinnova fino al 2013!
Dopo un incontro con Jean-Claude Blanc e Alessio Secco, il numero uno ha messo la firma sul nuovo accordo che partirà dal prossimo 1 luglio e che scadrà il 30 giugno 2013.
Un ulteriore segnale di quanto sia saldo il rapporto che lega il miglior portiere del mondo alla maglia bianconera, con cui vuole continuare a vincere. «Starò alla Juventus fino a 35 anni – ha dichiarato Gigi -, quindi avremo il tempo per toglierci molte altre soddisfazioni e cercare di raggiungere i traguardi che tutti si aspettano. Ringrazio la società e i tifosi per la fiducia e l’affetto che mi trasmettono».
Sempre dal sito ufficiale leggiamo:
"con i dirigenti si è instaurato un rapporto che va al di là di quello puramente lavorativo. C’è tanta stima tra di noi e tra una chiacchiera l’altra abbiamo trovato modo di allungare ancora il contratto».
Evidentemente questi dirigenti non son cosi' malvagi come qualcuno, anche pseudojuventino o forse meglio filomoggiano, vuole dipingerli
La chicca per me pero' è:
"La Champions League persa a Manchester non l’ho ancora digerita, per questo ho voglia di riaffontrare questa competizione che ha sempre un sapore particolare, soprattutto dai quarti in avanti. Questa coppa mi fa gola e credo che ci debba essere questo traguardo nella carriera di un giocatore importante".
Qui parla da juventino vero. L'unico vero obbiettivo per noi è la Champions, inutile nascondersi dietro un dito. Si, gli scudetti fanno piacere, immensamente piacere ma la Champions, una Coppa con le orecchie vinta segnando un gol in più dell'avversario, giocando la partita della vita in una stellata notte europea, quella si che è LA soddisfazione che ci manca davvero.
Grande Gigi, è bello saperti con noi a condividere i nostri sogni, i nostri colori.
giovedì, marzo 06, 2008
Guglielmo Stendardo
Arrivato durante il cosiddetto mercato di riparazione, per sopperire alle carenze in difesa, colleziona fin'ora ben pochi minuti in campo. Non viene inserito neanche quando la difesa fa acqua da tutte le parti e quando l'inadeguatezza di alcuni, in particolare di Molinaro, suggerirebbe qualche correttivo nell'assetto difensivo.
E' legittimo, a questo punto, porsi qualche domanda. Perchè Stendardo è arrivato, ma soprattutto, perchè arrivano i nuovi acquisti?
Una risposta possibile potrebbe essere: Per rinforzare la rosa
Ok, se fosse cosi' allora non si capisce perchè un "rinforzo" non viene inserito in campo quando c'è un momento di debolezza e un'esigenza. Forse il rinforzo non è reputato all'altezza dei titolari? Benissimo allora la domanda è:
Perchè rinforzare la squadra con giocatori non ritenuti all'altezza dei titolari? Perchè spendere soldi per acquisti di giocatori che poi non vengono rentabilizzati visto che non vengono impiegati?
Se serviva qualcuno solo da mettere in panchina, perchè non convocare qualcuno della primavera che trarrebbe solo giovamento stando con la prima squadra?
In buona sostanza: perchè Ranieri avalla degli acquisti che poi lui stesso rinnega? Abbiamo già visto questo film con Almiron e Tiago, esempio fulgido di miliardi buttati nel fango perchè l'allenatore s'è reso improvvisamente conto, come folgorato sulla via di Damasco, che le sue scelte erano sbagliate. Perchè perseveriamo nell'errore? Soprattutto chi persevera?
Potremmo ipotizzare che Ranieri non c'entri nulla nell'acquisto di Stendardo, di Tiago e di Almiron, bene allora perchè mai Secco fa acquisti senza l'avallo dell'allenatore, dilapidando i soldi della Juventus F.C.? E' sintomo di incapacità? Di voglia di autonomia?
Insomma, carissima e amatissima, almeno da noi tifosi innamorati follemente, società Juventus F.C., chi fa gli acquisti? E perchè questi acquisti non vengono impiegati? Perchè non si chiede conto dello scarso impiego di alcuni giocatori all'allenatore che ha firmato un contratto lunghissimo per gettare le basi della nuova Juventus?
Chi ha comprato Stendardo e perchè Stendardo non gioca mai?
Non fa niente perdere delle partite, l'importante è avere la consapevolezza che qualcuno sappia cosa sta facendo. Vista la Juventus di oggi il dubbio che allenatore e DG siano completamente in alto mare è più che legittimo. Saro' ovviamente felice se saro' smentito dai fatti ma per il momento son molto ma molto inquieto, non per quest'anno ma per i prossimi.
domenica, febbraio 24, 2008
Lettera aperta di Cobolli e Blanc
Da persone serie quali sono, loro non parlano a mezzo stampa con velate minacce o con insinuazioni mai chiarite come il criminale Moggi, loro scrivono, in italiano corretto tra l'altro, palesando un malessere con garbo e signorilità.
Ecco il testo (preso da www.juventus.com)
Lettera aperta ai presidenti Figc e Aia
Nel corso di questo e del precedente campionato la Juventus ha sempre cercato di attenuare le tensioni nei confronti del mondo arbitrale, evitando di trascendere in polemiche animose e accettando con fair play decisioni anche controverse. Un atteggiamento che, purtroppo, alla luce dei fatti di Reggio Calabria deve essere riconsiderato.Ancora una volta, nel corso di questa stagione, la Juventus è stata danneggiata in modo irreversibile dalle decisioni del direttore di gara. Il ripetersi di episodi così gravi impone di richiedere un intervento dei massimi organismi federali a garanzia della regolarità del campionato e a tutela dell'impegno e della professionalità dei giocatori, dei tecnici, dei dirigenti della Juventus.
La Federcalcio ha il dovere di vigilare sul rispetto delle regole e di garantire la lealtà della competizione sportiva, messa in discussione dall'inadeguatezza di parte della classe arbitrale. Alcune decisioni dei direttori di gara stanno confermando un dubbio sollevato da più parti: e cioè, che nei confronti della Juventus non vi sia un atteggiamento sereno e adeguato alla serietà con la quale la Società e la squadra affrontano i propri impegni.
Quel che è certo è che la Juventus non può continuare a pagare colpe per le quali ha già scontato una pena estremamente severa e dalla quale si sta risollevando anche grazie alla passione dei propri tifosi, che legittimamente chiedono rispetto.
Oggi, in una fase decisiva del campionato e in prossimità di decisioni strategiche per il futuro finanziario della Società, la Juventus richiede che la Federcalcio prenda provvedimenti immediati ed efficaci per sanare una situazione gravemente compromessa.
Bisogna ritrovare fiducia nella classe arbitrale e ridare slancio al calcio italiano. Un mondo che si basa sulla passione, sull'impegno ma anche su competenze e professionalità che non possono essere frustrate da una componente che si ostina a chiudersi alle novità e a reagire con irritazione alle critiche.
Giovanni Cobolli Gigli
Jean-Claude Blanc
domenica, febbraio 03, 2008
Juventus - Cagliari
giovedì, gennaio 31, 2008
Allenatori e Paperini
Napoli N.
Galia R.
De Agostini L.
Bruno P.
Bonetti D.
Alejnikov S.
Rui Barros S.
Casiraghi P.
Marocchi G.
Schillaci S. (30'st Alessio A.)
Con questa gente (questa è la formazione schierata in campo per la finale di coppa italia a Milano), non con svariati campioni del mondo e panchinari milionari, Dino Zoff arrivo' 4 in campionato, vinse la Coppa Italia e la Coppa Uefa. Cosi' giusto per ricordare la differenza fra un allenatore vero e Paperino.
lunedì, gennaio 21, 2008
Patetico
"Avevo detto che si doveva tentare di lottare per lo scudetto per caricare i giocatori."
I giocatori si caricano negli spogliatoi e durante gli allenamenti, si caricano mostrandosi vincenti, pieni di idee e di risorse, non a mezzo stampa, questo lo si fa quando si è alla canna del gas, quando non si sa che pesci pigliare, quando si ha in testa un'unica formazione, quando si è vili.
Mister, faccia un atto di coraggio, almeno uno, se le riesce: se ne vada, quanto prima.
giovedì, dicembre 20, 2007
Secco e Moggi
Moggi ha fatto danni alla Juve irreparabili, ci ha incollato addosso la vergogna dell'imbroglio, del maneggio, della serie B. E' un personaggio pessimo, sporco, senza palle visto che "da oggi il mondo del galgio non è più il mio mondo" era la solita bugia di un povero vecchio braccato dalla giustizia.
Moggi ha fatto il male della Juventus perchè non si sa in quale motivo favorire il Messina avrebbe favorito poi la Juve, Moggi lavorava per sè stesso non per la Juve, lavoro che ha continuato a fare fino ad oggi. Moggi ha usato la Juve per avere visibilità e la visibilità passava attraverso delle vittorie, attraverso il movimento di pedine e la Juve era la sala di comando ideale per i suoi sporchi piani a tutto uso e consumo personale e del suo figlio malfattore.
Se Secco non riesce a capire che le distanze da certi personaggi vanno prese senza se e senza ma, se Secco non riesce a fare il suo lavoro da solo, senza tutor allora non è uomo per la Juventus e sarebbe ora che la Juventus lo allontanasse, dando finalmente un segnale preciso che con il passato moggiano abbiamo, fortunatamente, chiuso e pagato sufficientemente.
Pero', ultima postilla, vorrei aggiungere che il fatto che Moggi sia tanto di moda sui giornali, non toglie che c'è ancora chi dice, nelle telefonate intercettate, che i potenti son sempre al comando: Carraro, Agnolin (toh l'ex arbitro ex dirigente della Roma dei motivi d'ordine pubblico), Galliani (toh l'irreprensibile presidente di lega conquistatore di asterischi), Moratti (toh l'intercettatore folle amante del cartone), Berlusconi etc etc
Si arriverà un giorno a tagliare definitivamente i Moggi dal calcio e a fare chiarezza su tutti, tutti, ma proprio tutti tutti?
venerdì, novembre 30, 2007
www.juventus.it
Nuova grafica, più contenuti, bellissima la sezione sulla storia della nostra amatissima squadra.
Finalmente abbiamo un sito degno di un club di caratura mondiale, facile da consultare, bello, piacevole, completo.
Il nuovo corso si colora sempre più di bianconero, son anche queste, forse piccole, cose che ti fanno capire che si è sulla strada giusta.
Bravi!
venerdì, ottobre 05, 2007
La Juve punta allo scudetto?
Beh mi sembra che, al di là del fatto se sia veramente convinto di cio', che sia un ottimo modo per spronare la squadra in vista di un impegno importante come quello di Firenze. Dare obiettivi anche non realizzabili necessariamente ma non impossibili certamente aiuta al morale e a gettare il cuore al di là dell'ostacolo immediato che alla Juve è rappresentato da un organico non completo in tutti i reparti, in particolare in difesa, e dai numerosi infortuni.
Vorrei citare altri tre punti di questa intervista che mi trovano perfettamente d'accordo:
"Sarebbe bella una finale di Champions tra Inter e Roma. Le due squadre più forti perderebbero qualcosa in campionato. Ma temo che Totti e compagni non siano ancora pronti per salire sul tetto d'Europa. Hanno bisogno ancora di un anno di esperienza".
Ovviamente, io spererei più in una semifinale che in una finale, veder una delle due vincere sarebbe una bella mazzata ma il punto su cui son maggiormente d'accordo è l'inesperienza della Roma che, mettendo in discussione tutto e tutti ad ogni passo falso, potrebbe rendere ancora una volta la squadra traballante sia a livello nazionale che a livello europeo.
Su Ibrahimovic: "Lo svedese è spettacolo allo stato puro. Non ho mai visto un attaccante così. Sembra 'montato' con i pezzi migliori. Ha la tecnica di Ronaldinho, il senso del gol di Rossi e la potenza dei vecchi cannonieri di una volta. Un mostro di bravura".
*Purtroppo* son d'accordo. Ibra rimarra uno dei grossi rimpianti di questa Juve, se avesse potuto dimostrare tutto il suo potenziale da noi sarebbe stata uno spettacolo bellissimo, è un grande giocatore purtroppo "interista sin da bambino".
Infine sulla campagna acquisti:
"Lo capisco. Ma ricordiamoci da dove siamo partiti. Questa non era più la Juve di Ibra, Cannavaro, Vieira, Thuram, Zambrotta. Con quei mostri vincere era fin troppo facile. Quella Juve era una superpotenza del calcio. Noi, invece, venivamo dalla B e dovevamo operare sei-sette inserimenti. Abbiamo cercato di spendere bene i soldi. Grygera e Salihamidzic sono arrivati a zero euro. Non male, non vi sembra? Gli altri stanno imparando. Almiron e Tiago cresceranno quando saranno entrati dentro la storia della Juve. E il prossimo anno torneremo a operare scelte mirate".
Opinione equilibrata ed estremamente realista con una bella stilettata a Capello che non fa mai male. Bravo Mister, chapeau.
martedì, ottobre 02, 2007
Del Piero e il Contratto
E' evidente che la negoziazione di questo contratto sia la più delicata di tutte, è evidente perchè il nostro Alex si avvia, purtroppo, verso la fine della carriera e bisogna programmare bene il futuro, suo e della società.
E' stato più volte ribadito che il futuro di Del Piero sarà, sempre se lui vorrà, in società, cosi' come è stato per tutte le bandiere bianconere. E' chiaro, quindi che il posto in società debba essere scelto e ponderato con attenzione, perchè entrambe le parti siano soddisfatte di questa collaborazione, evidentemente, non solo emotiva.
Sicuramente, sarebbe impossibile il contrario, la Juventus ha tutto l'interesse di conservare questo giocatore tanto speciale per i nostri colori, questa dirigenza e sottolineo questa dirigenza non crede che Alex sia un giocatore da scaricare a cuor leggero e son altrettanto sicuro che il nostro capitano abbia tutta l'intenzione di chiudere la sua carriera a Torino.
Personalmente trovo che ogni allarmismo su questa situazione sia totalmente fuori luogo, le bandiere esistono eccome e son sicuro che la nostra continuerà a sventolare ancora molto tempo nei cieli bianconeri, sia in campo che, molto probabilmente, in poltrona in un futuro, speriamo tutti, più lontano possibile.
venerdì, settembre 28, 2007
La Juve fa causa al Maringà
La Juve lamenta il plagio del proprio logo da parte di una squadra di terza divisione brasiliana.
Il legale Henrique: "Plagiato il nostro brand: vieteremo l'impiego del logo, e chiediamo un risarcimento"
Mah. A me sembra una enorme caduta di stile, ma grande eh, la seconda in pochi giorni con l'altra pagliacciata del ricorso Zebina.
Tra l'altro vorrei capire quale danno è stato subito ma soprattutto chi è che va a spulciarsi i loghi delle squadre di terza divisione brasiliana? Dopo l'addetto agli arbitri del Milan, c'è un addetto ai loghi alla Juve?
Ridicolo.
Ricorso alla squalifica di Zebina
Il 12 settembre, dopo che Zebina aveva aggredito un fotografo a Cagliari, si leggeva:
La Juve non fa ricorso. Il club bianconero accetta le 4 giornate di squalifica inflitte al difensore per lo schiaffo di Cagliari. Blanc: ''Un professionista deve accettare le provocazioni e comportarsi bene''
''E' molto difficile avere sempre un comportamento corretto - ha aggiunto Blanc - ma un professionista deve sapere che certe provocazioni fanno parte del mestiere e, quindi, comportarsi bene''. Zebina, oltre alla squalifica e alla multa di 15 mila euro inflitta dal giudice, dovrà pagare anche la sanzione che deciderà la Juve. ''Abbiamo già visto Zebina e lo incontreremo di nuovo nei prossimi giorni - chiude Blanc - ma la decisione che prenderemo non verrà pubblicizzata: è una vicenda che intendiamo gestire in casa''.
Credo che qualunque juventino abbia applaudito a questa decisione, dimostrazione di stile e di buon senso. Nulla potrebbe giustificare un atto di ripicca verso un esterno al terreno di gioco, neanche se questi si fosse lasciato andare a insulti e provocazioni. Purtroppo per i giocatori, essere professionisti è anche questo, saper conservare la calma e, soprattutto, dare il buon esempio alle persone in tribuna. Zebina non ha nessuna scusante.
Ieri pero' apprendiamo, ad esemio dal sito di Repubblica:
CALCIO, JUVENTUS. RESPINTO RICORSO CONTRO SQUALIFICA ZEBINA
Jonathan Zebina salterà anche il derby con il Torino. La Corte di Giustizia Federale ha infatti respinto il ricorso presentato dalla Juventus contro la squalifica per 4 giornate comminata dal giudice sportivo al difensore francese. Il giocatore era stato espulso a Cagliari, prima di un alterco con manata in faccia ad uno steward del club sardo. (27/09/2007) (Spr)
La questione è: che è successo nel frattempo? Perchè Blanc dice una cosa e poi si decide di fare altrimenti? Perchè è stato presentato un ricorso di nascosto? Chi ha preso l'iniziativa? Ma, soprattutto, chi decide in casa Juve?
Questi credo siano interrogativi più che legittimi, soprattutto alla luce del fatto che si giudicano negativamente i ricorsi presentato dall'Inter, come suo costume, per ogni squalifica, per quanto giusta sia, come quella inflitta ultimamente a Maicon. Noi juventini siamo diversi, allo stile ci teniamo. Le teste calde nella Juventus son sempre state gestite con molta chiarezza e i giocatori sapevano bene che o si calmavano o finivano in tribuna, ovviamente il riferimento è al caso più famoso, quello di Sivori che fu "educato" allo stile Juve nonostante la reticenza caratteriale del buon vecchio Omar.Presentare questo ricorso è stato un grosso scivolone, presentarlo di nascosto è stato ancora peggio. Dopo gli anni di malagestione dell'accoppiata di malfattori Moggi-Giraudo, con il complice silenzio di Bettega, alla Juve c'è bisogno di chiarezza e limpidezza, questi giochini di bassa lega non sono da Juventus. La chiarezza è la virtù di chi non teme nulla, deve essere la virtù della Juventus F.C.
